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venerdì, 13 marzo 2009

I casi di cronaca sono finestre aperte sulla nostra ottusità mentale.
O meglio: il modo di raccontare la cronaca, gli argomenti che ne accompagnano la narrazione.
Rappresentazioni di una ragione ormai dimentica della seppur minima consapevolezza storica si sè.
Basti pensare al ruolo del vibratore di Amanda Knox.
Un'imputata che, in udienza, chiede la parola per spiegare i motivi della presenza di quell'oggetto nel bagno. Amanda si giustifica.  Uno scherzo, Vostro Onore.
Ora. Che la presenza di un vibratore nella casa dove è accaduto un delitto assuma valore dirimente nella valutazione di fatti processuali mi pare dirla lunga su molte cose.
E' ridicolo e drammatico al tempo stesso che l'argomento assuma rilevanza per l'accusa.
E' ridicolo e drammatico al tempo stesso che l'argomento assuma rilevanza per la difesa ( vibratore = insanità mentale?)
E' ridicolo e drammatico che non si sia levata alcune voce (almeno, a quanto mi risulti) a sottolineare il ridicolo e il drammatico della vicenda. Vorrei sapere dov'è che i giornalisti apprendono l'arte del proprio mestiere.
Intanto, attendo una nuova puntata di Vespa. Magari questa volta, con il plastico,  si richiederà l'intervento dell'esperto anche su questo. Ho i miei dubbi, però. L'argomento va sventolato ma non esibito. Troppo scabroso, signora mia.

Niente. Presa da sconforto e indignazione, mi rileggo Gilman e il buon caro e vecchio Foucault.
Il modo di rappresentare la sessualità, gli argomenti che usiamo per farlo, il contesto nel quale li usiamo, hanno una storia che la dice lunga su ciò che siamo e su ciò che vogliamo essere. 
Il guaio è che qui gli argomenti della "Ragione" (perizie, tribunali!) affiancano e strizzano l'occhio al cattolicesimo più ottuso.
Meditate, gente, meditate.

Vibratori, su Rieducational Channel.
Corro a nascondere il mio? Hai visto mai....
    

postato da: ilbambinonEro alle ore 12:38 | link | commenti
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venerdì, 16 gennaio 2009

Giorno di pulizie. Di pulizie epiche. Tonnellate di carta. Passato. Quello che ho fatto e che ho studiato e che ho scritto. Fotocopie, fogli, fogli fogli fotocopie. Via tutto. Le spalle più leggere. Si riparte.
Buona giornata.
postato da: ilbambinonEro alle ore 11:14 | link | commenti (2)
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martedì, 06 gennaio 2009

Fuori dal tunnel delle feste...quasi. Intravedo una luce bianca di neve e ghiaccio. Ci siamo quasi, e non è che sia particolarmente confortante. Ma tant'è. Per lo meno, c'è silenzio. Che, forse, è il silenzio necessario.
Ora gli auguri sì che possono arrivare. Sì che voglio farli. A tutti, e a me.

Tanto per cominciare (con Brezsny):

Acquario (20 gennaio - 18 febbraio)
Ho tre citazioni per te. Annotale e tienile in evidenza per tutto il 2009. Daranno il giusto tono a ogni cosa che farai. La prima è dello psicologo Abraham Maslow: “Il musicista deve fare musica, il pittore deve dipingere e il poeta, se vuol essere sempre in pace con se stesso, deve scrivere. Ognuno deve essere quello che può essere”. La seconda citazione l’ho presa in prestito dalla coreografa Agnes de Mille: “Balla con il corpo che hai”. La terza è dello storico Gerald Sorin: “Quando Reb Zusya andò in paradiso, Dio non gli chiese perché per tutta la sua vita terrena non era stato Mosè, ma perché non era stato neanche Zusya”.

E buona camicia a tutti.

postato da: ilbambinonEro alle ore 14:11 | link | commenti
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lunedì, 08 dicembre 2008

Milano la stazione centrale. Milano e il suo rimbombo. Milano luce artificiale. Milano sciatta. Milano sporca. Milano lavori in corso. Milano senz'aria. Milano che il bello lo nasconde sotto un tappeto di polvere. Milano delle insegne assurde. Milano di cantieri. Milano la camorra. Milano si fa ricca. Milano che sfrutta. Milano l’arroganza. Milano di povera gente. Milano che predica. Milano che petula. Milano che specula. Milano negra e spagnola. Milano della gente che dorme sul bus. Milano dell'esasperazione. Milano la rassegnazione. Milano vene blu. Milano senza ossigeno. Milano la quantità. Milano business. Milano che ti entra nella pelle con il suo sporco. Milano di una volta dov'è. Milano ruffiana. Milano che ti fa l’occhiolino. Milano che ti vuole dalla sua. Milano a calci in culo. Milano che schiaccia. Milano il senso comune. Milano del “è così che funziona”. Milano senso unico. Milano la finanza. Milano letterine e tronisti. Milano luce gialla. Milano uomini alti. Milano dei piccioni. Milano tossica. Milano l'inconsistenza. Milano radical chic. Milano fighe di legno. Milano le borse Louis Vuitton. Milano gli aperitivi. Milano voce acuta. Milano trucco sbavato e rughe profonde. Milano parole al vento. Milano la Brianza. Milano l’ignoranza. Milano la cultura. Milano che vende. Milano che compra. Milano che ammala. Milano che cura. Milano che sfavilla. Milano da non bere. Milano la fuliggine. Milano i capannoni. Milano i palazzoni. Milano cravatte larghe. Milano maestrina. Milano dei taxi impossibili. Milano oasi nascoste. Milano che puzza. Milano profumo di spezie. Milano l' arte. Milano banana chips. Milano che si fa guardare. Milano che non guarda. Milano il bisogno arrabbiato di essere altrove.

postato da: ilbambinonEro alle ore 14:09 | link | commenti (2)
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lunedì, 03 novembre 2008

Gallina. Gallina. Gallina. Ho sentito questa parola sulla bocca di tutti, oggi. In autobus, per strada, al semaforo, da Zara, alla Coop. Gallina, gallina. Ogni singolo stralcio di conversazione captata per caso, di striscio. Gallina. Gallina.
Sarà che sta arrivando l'inverno e la gente ricomincia a cucinare il brodo? O mi sono persa qualcosa?
postato da: ilbambinonEro alle ore 20:09 | link | commenti
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sabato, 18 ottobre 2008

Scrivere una canzone così a diciott'anni.
Diciotto.
Buona giornata a tutti.

postato da: ilbambinonEro alle ore 12:13 | link | commenti
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sabato, 27 settembre 2008

Scivolo con indolenza e qualche palpito sulla superficie dei giorni. 
Ho letto Exit Ghost di Philip Roth. L'edizione americana, chè l'italiana deve ancora fare la propria comparsa in libreria. Non mi è piaciuto. Però credo che gli darò una seconda possibilità. Più avanti.
L'uomo che cade di Don DeLillo, invece, mi è sembrato un grande libro. Una scrittura che mi fa venire in mente il tratto di Klee. Mentre guidavo, l'altro giorno, pensavo alla differenza che corre fra i due - DeLillo e Roth. Pensavo alla loro diametrale distanza di stile nel dipingere il reale. E pensavo al mio continuo rimbalzare fra i due poli. Questo e quello. Un miscuglio complicato di facce diverse.
Mi appartengono, quelle facce diverse e distanti. Fanno a pugni, spesso. E allora va bene, perchè vuol dire che sto cercano una trama, che mi parlo e mi (ri)conosco, e sono viva così.   E talvolta addirittura si incontrano e si fondono quasi. E allora, davvero,  sto bene. Ma quando se ne stanno separate, lì a viaggiare su binari paralleli - è allora che qualcosa non funziona proprio.

postato da: ilbambinonEro alle ore 11:54 | link | commenti
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lunedì, 28 luglio 2008

La tristezza non è il dolore. Ci passi attraverso, al dolore, per arrivarci - ma non è il dolore.
Ci passi attraverso come succede quando l'aereo passa attraverso le nuvole per poi sorvolarle dall'alto.
Stiamo sorvolando le nubi.
La tristezza è come un distillato. Se avesse un colore, sarebbe il bianco.
E' quel che rimane senza poter esser toccato. Non è un ricordo, ma quello che viene dopo, e oltre.
Inestesa e reale. Come un piccolo punto di matita.
Se ne sta lì, discreta, ad occupare uno spazio minuscolo e vivo. Nel cuore. Meno invadente di un soffio. Meno intermittente, anche, di un soffio.
La tristezza non può contrarsi. La tristezza è distesa. A suo modo, una forma speciale di pace.


postato da: ilbambinonEro alle ore 17:25 | link | commenti (2)
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lunedì, 14 luglio 2008

E poi arrivano i momenti in cui tutto sembra (ri)comporsi. Improvvise epifanie percettive che vanno ben oltre te e i tuoi pensieri, ma che ti contengono. Gentili, come un guanto di flanella morbida.
Succede quando cammini per strada e l'Ipod passa le prime note di Echoes - e fuori il cielo ha cambiato colore tutto d'un tratto, e c'è un bel vento, e l'aria è carica dell'odore denso di una pioggia sottile. E questa è la perfezione, pensi.


                                                   "...and no one knows the wheres or the whys
                                                    but something stares and something tries
                                                    and starts to climb towards the land"

postato da: ilbambinonEro alle ore 14:10 | link | commenti
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venerdì, 11 luglio 2008

"Una medicina non ippocratica non è una medicina anti-ippocratica (...). Il potere curativo della natura non viene negato da un trattamento che lo governa e lo integra. L'ippocratismo constatava che le forze della natura sono limitate (...). La medicina non ippocratica può in effetti allargare questi limiti. Oggi, l'ignoranza consisterebbe nel non domandare alla natura ciò che non è della natura.
(...)
Il miglior modo per la medicina contemporanea di onorare Ippocrate è quello di cessare di rifarsi a lui. Essa non può celebrare meglio l'intuitiva correttezza della visione ippocratica dell'organismo che rifiutandosi di seguirne la pratica di osservazione e attesa"

                                                    G. Canguilhem, Sulla medicina

postato da: ilbambinonEro alle ore 14:05 | link | commenti
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